“Le cose d’ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare”

Questo il celebre inizio della celebre canzone composta da Gianni Rodari e Sergio Endrigo: “Ci vuole un fiore”. E questo anche il magnifico segreto per poter fare, inventare o ascoltare storie. Perchè ogni cosa attorno a noi, che sia un oggetto o una persona, cela dietro di sé un racconto, bello o brutto che sia.
Oggi la storia che voglio narrarvi è la storia della mia nuova libreria.
Per fare una libreria ci vogliono le cassette della frutta, per ricevere le cassette della frutta ci vuole gentilezza e per metterle insieme ci vogliono pazienza, allegria e di nuovo gentilezza. Perché la storia della 16522120_10154536671984833_1602557535_omia libreria non parla soltanto di cinque cassette della frutta dipinte e assemblate, questa parla del fruttivendolo del mercato Trionfale e dell’altro nell’omonima via, il primo mi ha con gentilezza riservato le cassette e insegnato a portarle, vedendomi in difficoltà, nella maniera più semplice possibile. Il secondo mi ha regalato la sesta cassetta, togliendo dal suo interno le mele per metterle altrove. Questa non la vedrete per intero poiché ha ceduto le sue parti per far sì che tutte le altre stessero in equilibrio e raggiungessero la stessa altezza.
Quando ho portato a casa il “legno” ero felice, era stata una giornata piena di gratitudine, piena di “grazie mille”. Quei ragazzi mi hanno regalato la gentilezza e la generosità.
La storia della mia libreria parla anche dei miei amici che, con una bellissima curiosità, si interessavano, chiedevano e volevano sapere cosa stessi costruendo. La storia della mia libreria parla di Martina e Armida che mi hanno prestato il martello, di Fra (per alcuni Paolo) che mi ha aiutato a 16523604_10154536645444833_1857642102_otogliere la polvere del legno dall’interno delle cassette, di Monika che per prima mi ha consigliato quali cassette dovessero andare sulla base, di Chris che per una settimana ha dovuto sopportare i miei “finiamo la libreria?” e con pazienza scendeva (perché abita al piano di sopra), veniva a casa, fissava i chiodi per poter far sì che la libreria nascesse e rifiniva il tutto, creando addirittura mensole che sono diventate scarpiere, e infine il mio papà che mi ha dato preziosi consigli seguendo a distanza quest’iter, dall’acquisto del materiale alle ultime foto. (Piccola curiosità: per tutti coloro che sono stati a casa mia a Foggia, la libreria in legno del corridoio con la scrivania è stata costruita da papà… da qualcuno dovevo pur aver preso!).

La mia libreria non è soltanto mia, ha un pezzettino di ognuno, ha una STO16586849_10154536671214833_942984189_oRIA. Ed è per questo che mi piace tanto, è per questo che sto scrivendo di lei, è per questo che è nata. E’ figlia del tempo speso senza lamentele, figlia della generosità, figlia dell’amicizia, figlia della curiosità, figlia delle sere stanche dopo giornate di studio o lavoro, figlia della gentilezza, figlia di quelle piccole cose belle del mondo.
Per fare una libreria ci vogliono sorrisi.

Grazie.

“Le cose d’ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare”

Maria Elena Marsico

12
0