Non si muoveva. Quell’uomo non si muoveva, più.
Quando sono entrata nel treno della metropolitana avevo guardato tutti.
C’era una ragazza con gli occhi chiari e le cuffie bianche, grandi, forse troppo per il suo piccolo e magro viso. Mi guardava, ma forse non guardava me.
Ricordo anche tre bambini asiatici, con la mamma e il papà. Sorridevano, giocavano. Erano allegri.

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