C’era una volta Milanocon il suo castello, il Naviglio, Brera e la pinacoteca, il Pirellone e il Duomo.

C’era ieri, primo maggio, la guerriglia a Milano, con un tappeto di vetri rotti, le macchine in fiamme, gli agenti feriti e la città in ginocchio.
C’è oggi Milano che pulisce le strade, con uomini coraggiosi che escono a testa alta da uno scontro deplorevole, e c’è oggi Milano con Expo (in realtà, c’era anche, e da, ieri).

Expo, esposizione universale, nasce a Londra nel  1851, organizzata con frequenza quinquennale, toccando temi artistici, commerciali e quant’altro.
Expo, da più di un secolo e mezzo, regala strutture, invenzioni, commenti, soldi, piaceri e dispiaceri.

L’Expo2015 biancorossoverde, ha regalato corruzione, magna magna (guarda caso il tema scelto per Milano è il cibo), ritardi, ricorsi, arresti, denigrazioni, scontri, disordini e cosa ci regalerà è tutto da scoprire, non da svilire in partenza.

Regalerà senza dubbio una bellissima Italia, ricca, almeno, di cultura. Cinquantaquattro padiglioni con oltre centoquaranta partecipanti che accettano la sfida più importante: la riflessione sulla lotta agli sprechi, all’obesità e alla fame nel mondo. Perchè Expo2015 non è soltanto giornate in tribunale, è anche e soprattutto lavoratori onesti, turisti, giusti e puliti introiti e posti di lavoro.

Il vero sponsor siamo noi, non Coca-cola o chicchessia. Ed è la nostra nazione che andiamo a sponsorizzare, la parte buona, oscurando quella della “brutta e solita figura”.

Expo siamo noi. Lungi da quest’insieme quell’organizzazione, quel gruppo, black bloc, anti-capitalisti violenti, anti-(forze dell’)ordine, anarchici, anti-stato.

Non alimentiamo a volto scoperto le vili azioni di uomini piccoli come formiche ed insignificanti, guardiamo oltre e guardiamo ad Expo, che nella sua prima giornata è stata oscurata da cortei antagonisti ad essa (e non stiamo qui a discutere la sua correttezza o meno) e da persone che di luminoso avevano soltanto la molotov. Expo oscurata da strati di corruzione e soldi spesi male, si spera possa vedere la luce in sei mesi. Expo2015 è nata ed è in Italia.

Expoi, non ci resta che aspettare.

 

Maria Elena Marsico

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